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16/12/2016
Epatite C, a Belcolle l’ambulatorio di riferimento regionale per la popolazione detenuta nel Lazio
Epatite C, a Belcolle l’ambulatorio di riferimento regionale
per la popolazione detenuta nel Lazio
Se ne parlerà domani nel corso di un workshop che si svolgerà al Mini palace hotel

Il 16 dicembre si svolgerà al Mini palace hotel di Viterbo un workshop sulla “Malattia da HCV in ambito penitenziario” in cui si parlerà di epatite C nella popolazione detenuta che presenta prevalenze di malattia notevolmente più alte della popolazione generale.

Nel corso dell’evento formativo verrà anche illustrata l’attività dell’ambulatorio per i pazienti epatopatici in stato di detenzione della regione Lazio attivato nel mese di giugno 2015 presso il reparto di Medicina protetta Malattie infettive di Belcolle. Il servizio si pone l’obiettivo di essere un punto di riferimento per tutti gli istituti penitenziari regionali e di intervenire nella diffusione dell’infezione da HCV su una popolazione hard to reach e hard to treat, offrendo le stesse opportunità di assistenza sanitaria rispetto ai non detenuti.

Saranno anche illustrati i dati relativi all’ambulatorio che a giugno 2016, a distanza di un anno dalla sua attivazione, ha registrato la presa in carico di 54 pazienti, quasi tutti affetti da epatopatia HCV relata. “Nella maggior parte di questi casi – spiega Serena Dell’Isola dell’unità di Medicina protetta – abbiamo rilevato quadri di fibrosi avanzata o molto avanzata e l’assenza di terapie antivirali effettuate in precedenza. Attualmente 27 pazienti hanno iniziato e terminato la terapia proposta, mantenendo la continuità assistenziale, pur ottenendo in alcuni casi misure alternative con uscita dal carcere. Alcuni sono tornati nel nostro ambulatorio di malattie infettive a Belcolle, pur essendo di Roma. Tutti i pazienti sono guariti, mentre coloro che non hanno iniziato la terapia non avevano i criteri clinici o individuali che avrebbero garantito l’intero percorso terapeutico proposto”.

L’infezione da virus dell’epatite C (HCV) è un’epidemia globale con una stima degli infetti nel mondo di circa 150 milioni di persone. L'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di persone affette da infezione cronica da HCV e decessi per HCC, che rappresenta la quinta causa di morte per tumore. I nuovi farmaci antivirali commercializzati danno al clinico nuovi ed efficaci strumenti nel trattamento di questi pazienti. L’elevata presenza di cirrosi epatica nella popolazione detenuta con epatopatia HCV relata rispetto alla popolazione generale e l’impossibilità, spesso, da parte del servizio sanitario di raggiungere questi soggetti fuori dal carcere rendono il setting penitenziario particolarmente adatto a realizzare interventi di presa in carico da parte del servizio pubblico.

“Da questo punto di vista – conclude Serena Dell’Isola - un centro ospedaliero con un expertice infettivologica e di sanità penitenziaria di riferimento per gli istituti penitenziari della regione Lazio, come il nostro, garantisce un sistema di rete interprofessionale associata ad un percorso di continuità assistenziale intra-extramurario fondamentale nella gestione di terapie ad alto costo ed impatto sulla salute pubblica, intervenendo su un circuito epidemiologico che investe la popolazione generale e raggiungendo a livello terapeutico soggetti lontani spesso dal sistema sanitario”.





 
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